20 Ottobre 2010

MEDICINA E SCIENZA

 

MALATTIE NERVOSE: I disturbi del Comportamento Alimentare, Anoressia e Bulimia

A cura di Mariella Veneruso

L’anoressia e bulimia tra le più importanti delle  malattie socio-nutrizionali , sono identificabili in disturbi  del comportamento alimentare  aventi  una radice in comune ossia “il rapporto ossessivo con il cibo” . Ogni anno si verificano circa 55.000 nuovi casi di anoressia in Italia e 70.000 di bulimia con mortalità pari al 10-15%. Ad esserne colpite sono soprattutto le ragazze tra i 14 e i 25 anni. L’anoressia scoperta come patologia clinica in Francia nel 1800 diviene solo molto più tardi cioè nel 1980 il problema psichiatrico “più rilevante del decennio”. Una persona diventa anoressica quando, riducendo o interrompendo la propria consueta alimentazione, scende sotto l’85% del peso normale per la propria età, sesso e altezza. L’anoressia è conseguente al rifiuto ad assumere cibo, determinato da una intensa paura di acquistare peso o diventare grassi, anche quando si è sottopeso. Spesso, una persona anoressica comincia con l’evitare tutti i cibi ritenuti grassi e a concentrarsi su alimenti ‘sani’ e poco calorici, con una attenzione ossessiva al contenuto calorico e alla composizione dei cibi e alla bilancia. Frequentemente i pasti vengono evitati o consumati con estrema lentezza, rimuginando a lungo su ogni boccone ingerito. Il corpo viene percepito e vissuto in modo alterato, con un eccesso di attenzione alla forma e con il rifiuto frequente ad ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso. Sono entrambe patologie soprattutto del mondo Occidentale dove l’incidenza si va progressivamente allargando, tipiche cioè di una società evoluta in cui convivono l’abbondanza alimentare e il mito di un corpo snello come sinonimo di seduzione e potere. I mass media talaltro pubblicizzando un modello ideale di bellezza favoriscono il manifestarsi delle suddette malattie facendo sentire inadeguato chi se ne discosta , che rischia di aquisire  come idea fissa il peso e l’ aspetto esteriore. La persona anoressica diventa  ossessionata  dal cibo fino al punto che la propria vita finisce con l’essere totalmente incentrata sulla questione alimentare, impedendo di provare interesse e entusiasmo verso qualsiasi altra cosa.   La componente psicologica di dette patologie ,  si riconnette ad un vero e proprio disturbo della personalità del soggetto in esame, riferibile tanto ad una percezione distorta del proprio corpo quanto all’attribuire al cibo un significato diverso dal  solo essere inteso come fonte di nutrimento. Gli anoressici manifestano infatti la loro patologia con una completa mancanza di appetito e giungendo fino al punto da smettere di alimentarsi , con il rifiuto più completo di assumere cibo, che non va inteso  come un atto volontario ma come la reazione inconscia ad una determinata situazione vissuta ,che generalmente ne rappresenta la causa scatenante. Al dimagrimento desiderato segue  depressione psichica ed amenorrea (mancanza del ciclo mestruale) . L’ anoressica si può identificare nel profilo psicologico della  donna libera ed autosufficiente che tende cioè a conquistare una completa autonomia nel diventare perfetta e superiore a tutti , quasi in modo sovrumano. La cura è complessa, richiede in un primo tempo solo ed esclusivamente psicoterapia allo scopo di comprendere le cause che hanno portato l’individuo a soffrirne. In un secondo tempo si ricorre all’ uso di farmaci  ed al ricorso ad una rieducazione alimentare. Al contrario i bulimici sono dotati di un appetito irrefrenabile che li induce ad una continua introduzione di cibo con conseguente aumento del peso corporeo a volte anche fino all’obesità. Le motivazioni sono quelle già descritte per l’anoressia, lo stesso è l’approccio terapeutico nei riguardi di un soggetto che sembra in questo caso impersonare una femminilità arrendevole e oppressa .  Spesso nel soggetto affetto da disturbi del comportamento alimentare periodi di anoressia si susseguono attacchi di bulimia a dimostrazione che si tratti di malattie strettamente correlate e su base esclusivamente psicologica. Infatti l’astinenza dal cibo in questi casi si alterna ad abbuffate compulsive fino all’ingestione anche di 10.000 kcal al giorno. Il vomito procurato o spontaneo è un sintomo comune e ricorrente ad entrambi i comportamenti.

Gli Effetti clinici sia fisici che psicologici dei disordini alimentari

Gli effetti dei disordini alimentari sono molto gravi, sia sotto il profilo fisico che quello psicologico. Dal punto di vista fisico, gli effetti della malnutrizione comportano ulcere intestinali e danni permanenti ai tessuti dell’apparato digerente, disidratazione, danneggiamento di gengive e denti, seri danni cardiaci, al fegato e ai reni, problemi al sistema nervoso, con difficoltà di concentrazione e di memorizzazione, danni al sistema osseo, con accresciuta probabilità di fratture e di osteoporosi, blocco della crescita, emorragie interne, ipotermia e ghiandole ingrossate.
Le  ripercussioni psicologiche, invece, comportano depressione, basso livello di autostima, senso di vergogna e colpa, difficoltà a mantenere relazioni sociali e familiari, sbalzi di umore, tendenza a comportamenti manichei e maniacali, propensione al perfezionismo.

 

 
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